Ciao a tutti, aspiranti Assistenti Sociali! Siete qui perché, come me un tempo, sentite quel misto di emozione e un pizzico di ansia al solo pensiero dell’Esame di Stato, vero?

Quel traguardo fondamentale che apre le porte a una professione così incredibilmente gratificante e indispensabile per il nostro tessuto sociale. So benissimo cosa significa trovarsi di fronte a un esame così impegnativo, che non è solo una verifica di conoscenze, ma il vero e proprio trampolino di lancio verso il futuro che sognate.
Personalmente, ricordo ancora le notti insonni passate a studiare, cercando il metodo perfetto, la strategia vincente per superare le prove scritte e orali che definiscono la nostra professionalità in Italia.
È una sfida che richiede preparazione mirata, una chiara comprensione delle normative e, soprattutto, un approccio strategico che vada oltre la semplice memorizzazione.
Ma non temete! Ho raccolto per voi consigli preziosi, frutto della mia esperienza e di un’attenta analisi delle sfide attuali, per aiutarvi a navigare con successo questo percorso.
Siete pronti a trasformare l’ansia in determinazione e le incertezze in punti di forza? Nel nostro articolo, scopriremo insieme come affrontare l’Esame di Stato per Assistente Sociale, sia per la Sezione A che per la B, con la giusta mentalità e le migliori tecniche di studio aggiornate al 2025.
Preparatevi a scoprire i segreti per una preparazione impeccabile e per arrivare al giorno dell’esame con la serenità di chi sa di aver dato il massimo.
Accompagnatemi, e vi assicuro che insieme renderemo questo percorso molto più chiaro e affrontabile. Andiamo a scoprire tutti i dettagli, nero su bianco!
Comprendere la Struttura e le Specificità dell’Esame: Sezione A e Sezione B
Le Distinzioni Fondamentali e Cosa Aspettarsi
Amici, la prima cosa da fare, prima ancora di aprire un libro, è capire *esattamente* contro cosa stiamo combattendo! L’Esame di Stato per Assistente Sociale in Italia è diviso in due sezioni principali: la Sezione A, per chi aspira al titolo di “Assistente Sociale Specialista” (con laurea magistrale), e la Sezione B, per diventare “Assistente Sociale” (con laurea triennale).
Sembrano simili, ma vi assicuro che la profondità e l’approccio richiesto sono diversi. Per la Sezione A, si presuppone una conoscenza più sistemica e approfondita delle teorie del servizio sociale, delle politiche e della capacità di intervento in contesti complessi.
La Sezione B, invece, si concentra maggiormente sulla conoscenza operativa, sulla capacità di applicare i principi e gli strumenti fondamentali nella pratica quotidiana.
Entrambe richiedono una solida base di diritto sociale, deontologia professionale e metodologia del servizio sociale, ma con sfumature diverse che è cruciale afferrare fin da subito.
Quando ho affrontato il mio esame, ho passato le prime settimane a sezionare i bandi precedenti, a cercare testimonianze e a capire quali fossero le aspettative reali della commissione per ogni sezione.
È un lavoro certosino, ma credetemi, vi risparmierà tempo prezioso e frustrazioni future. Non pensate che basti “studiare tutto”; bisogna studiare *bene* e *mirato*.
La consapevolezza della struttura dell’esame è la vostra bussola, e senza di essa, rischiate di navigare a vista in un mare di informazioni. È il momento di tirare fuori le vostre abilità di ricerca e analisi, quelle che userete quotidianamente nella vostra professione!
L’Importanza dei Programmi d’Esame e delle Prove Precedenti
Un errore comune che vedo fare è quello di sottovalutare l’importanza del programma d’esame ufficiale, quello che viene pubblicato ogni anno per le varie sessioni.
Non è un semplice elenco di argomenti, è la vostra roadmap! Ogni punto è una potenziale domanda, ogni tematica un’area su cui dovrete dimostrare competenza.
Il mio consiglio spassionato è di stamparlo, evidenziarlo e usarlo come check-list. Ma non finisce qui: recuperare le tracce delle prove scritte e orali degli anni precedenti è come avere una sbirciatina dietro le quinte.
Vi darà un’idea chiara del tipo di domande che vengono poste, del taglio che la commissione predilige e del livello di approfondimento richiesto. Quando studiavo, ricordo di aver dedicato ore a sviscerare ogni singola traccia d’esame che riuscivo a trovare, provando a rispondere, anche solo a grandi linee.
È un esercizio che non solo vi familiarizza con il formato, ma vi aiuta anche a individuare le vostre lacune e a concentrare gli sforzi dove serve di più.
Non abbiate paura di simulare l’esame in condizioni reali: cronometratevi, scrivete a mano se la prova lo richiede, e abituatevi alla pressione. Questa è la vera palestra per il giorno X.
La conoscenza non basta, è la capacità di esprimerla sotto pressione che fa la differenza.
Creare un Piano di Studio Personalizzato e Sostenibile
La Tattica della Suddivisione e la Gestione del Tempo
Amici, non c’è una ricetta magica per tutti, ma c’è un ingrediente segreto: la pianificazione. Quando mi sono trovata di fronte alla mole di materiale, il panico era dietro l’angolo.
Ho imparato che la chiave è spezzettare il gigante in tanti piccoli nani, ognuno gestibile. Iniziate con una panoramica generale delle materie: diritto, metodologia, politiche sociali, deontologia.
Poi, dedicate a ciascuna un blocco di tempo specifico nella vostra settimana. Io personalmente trovavo utile alternare materie più “pesanti” come il diritto a quelle più “riflessive” come la metodologia, per mantenere alta la concentrazione.
Ma attenzione: un piano di studio non deve essere una prigione. Deve essere flessibile, capace di adattarsi agli imprevisti. Ricordo che avevo lasciato degli slot “jolly” nella mia settimana, pronti a essere riempiti con ripassi extra o per recuperare ritardi.
E non dimenticate le pause! Il nostro cervello non è un computer che può lavorare 24/7. Brevi pause ogni ora o due, una passeggiata, un caffè…
sono investimenti sulla vostra produttività. Ho capito che forzarmi a studiare quando ero esausta non portava a nulla, se non a frustrazione e a una minore ritenzione delle informazioni.
Ascoltate il vostro corpo e la vostra mente, sono i vostri migliori alleati.
L’Importanza del Ripasso Attivo e delle Mappe Concettuali
Studiare non significa solo leggere e sottolineare. Oh no, quello è solo il punto di partenza! Per assimilare veramente i concetti, è fondamentale un ripasso attivo.
Io ho scoperto l’efficacia delle mappe concettuali: visualizzare i collegamenti tra le diverse leggi, le teorie e i modelli di intervento mi ha aiutata a costruire una rete di conoscenze solida e interconnessa.
Non si tratta solo di memorizzare articoli o definizioni, ma di capire come tutto si colleghi, come le politiche sociali si traducano in interventi concreti, come la deontologia guidi ogni nostra azione.
Provate a spiegare gli argomenti ad alta voce, a un amico, a un familiare, o anche al vostro peluche! Se riuscite a spiegarlo in modo chiaro e conciso, significa che lo avete capito davvero.
Un altro trucco che usavo era quello di creare delle “flashcard” con domande e risposte chiave, soprattutto per i concetti più ostici o per i numeri di legge.
Ripassarli regolarmente mi aiutava a fissarli nella memoria a lungo termine. È un processo continuo, una costruzione giorno dopo giorno, ma ogni piccolo mattone posato vi avvicina alla meta.
La Legislazione Sociale Italiana: Una Mappa per Orientarsi
Navigare nel Mare delle Normative: Dal Diritto Costituzionale al Diritto Sociale Specifico
Cari colleghi, qui entriamo nel vivo: la legislazione. So che può sembrare una montagna insormontabile, un labirinto di articoli, commi e decreti. Ma non disperate!
Il segreto è approcciarla con metodo, partendo dalle fondamenta. Non si può capire la legge 328/2000 sul sistema integrato di interventi e servizi sociali senza prima avere ben chiari i principi della Costituzione Italiana che tutelano la persona e i suoi diritti sociali (art.
2, 3, 32, 38, ecc.). Io ho iniziato proprio da lì, dalle basi, per poi costruire il mio percorso. Poi si passa alle leggi quadro nazionali, quelle che definiscono gli ambiti più ampi: la legge sul servizio sociale professionale (l.
84/93), le normative sulla tutela dei minori (l. 184/83 e successive modifiche), l’assistenza agli anziani, le persone con disabilità (l. 104/92).
È fondamentale non solo conoscere il *cosa*, ma anche il *perché* e il *come* queste leggi sono nate e come si applicano nella pratica. Un approccio mnemonico puro non vi porterà lontano, perché l’esame non vuole solo che sappiate le leggi, ma che sappiate *ragionare* su di esse, contestualizzarle e criticarle in modo costruttivo.
L’Aggiornamento Costante e l’Importanza della Giurisprudenza
Il mondo del servizio sociale è dinamico, e così lo è la legislazione. Ciò che era valido ieri, potrebbe essere stato modificato oggi. Ecco perché l’aggiornamento costante è cruciale.
Non basta studiare i manuali; bisogna seguire le Gazzette Ufficiali, i siti delle associazioni professionali, i portali tematici. Ricordo che avevo un’abitudine: ogni mattina, durante la colazione, davo uno sguardo veloce alle notizie legislative.
Non era un peso, ma un modo per tenere la mente allenata e per cogliere le novità. E non dimenticate la giurisprudenza! Le sentenze dei tribunali, le interpretazioni dei giudici, i pareri delle autorità di vigilanza non sono solo curiosità, ma strumenti che ci aiutano a comprendere l’applicazione concreta e le sfumature delle norme.
A volte, un articolo di legge può sembrare chiaro, ma è l’applicazione pratica, attraverso le decisioni dei giudici, a rivelarne le reali implicazioni.
Questo è un aspetto che spesso viene sottovalutato, ma che può fare la differenza nel dimostrare una preparazione completa e critica.
L’Arte di Scrivere un Buon Elaborato: Dalla Teoria alla Pratica
Struttura, Chiarezza e Coerenza nella Prova Scritta
La prova scritta è il vostro biglietto da visita, il momento in cui dimostrate non solo ciò che sapete, ma *come* sapete organizzare il pensiero. Non è una corsa a chi scrive di più, ma a chi scrive *meglio*.
Un elaborato eccellente si distingue per una struttura chiara: introduzione che presenta il tema, sviluppo argomentato con riferimenti teorici e normativi, e una conclusione che riassume e magari apre a spunti di riflessione o proposte operative.
Quando mi esercitavo, mi focalizzavo molto sulla logica interna del mio ragionamento. Ogni paragrafo doveva essere collegato al precedente, ogni affermazione supportata da esempi o riferimenti precisi.
Ho imparato l’importanza della chiarezza espositiva: usate un linguaggio appropriato, ma evitate termini troppo specialistici se non strettamente necessari, e soprattutto, siate concisi.
L’obiettivo è comunicare il vostro messaggio nel modo più efficace possibile. E non sottovalutate la grammatica e la sintassi! Un testo ben scritto è un testo che la commissione leggerà con più piacere e attenzione.
È un aspetto che rivela cura e professionalità.
L’Analisi del Caso e la Progettazione di Intervento
Molto spesso, la prova scritta vi chiederà di analizzare un caso pratico e di proporre un progetto di intervento. Questo è il momento in cui dovete brillare!
Non basta descrivere il caso; dovete saperlo analizzare attraverso le lenti del servizio sociale, identificando i bisogni, le risorse disponibili, i fattori di rischio e di protezione.
E poi, la parte più stimolante: la progettazione. Qui, la teoria si fonde con la pratica. Dovrete dimostrare di saper applicare i modelli di servizio sociale (es.

problem solving, empowerment) per costruire un piano di intervento coerente, fattibile e eticamente fondato. Ricordo che per me la difficoltà maggiore era calarmi nella situazione, immaginare di essere davvero quell’assistente sociale.
Ho trovato utile visualizzare ogni passaggio: la fase di accoglienza, l’analisi della domanda, la definizione degli obiettivi con l’utente, la scelta degli strumenti (colloqui, visite domiciliari, reti), la valutazione.
E non abbiate paura di essere creativi, sempre rimanendo ancorati alla realtà e alle risorse disponibili. Questo è ciò che distingue un buon professionista: la capacità di pensare criticamente e di agire in modo strategico.
Strategie Vincenti per la Prova Orale: Comunicare la Tua Passione e Competenza
Preparazione Psicologica e Gestione dell’Ansia da Prestazione
La prova orale, per molti, è la più temuta. La pressione di parlare di fronte a una commissione, di rispondere a domande a bruciapelo, può essere paralizzante.
Il primo passo è la preparazione psicologica. Non è solo questione di sapere le cose, ma di saperle *dire*. Ho imparato che visualizzare il successo è un potente strumento.
Immaginatevi mentre rispondete con sicurezza, con calma, mostrando la vostra conoscenza. Ricordo di aver praticato davanti allo specchio, registrando le mie risposte per analizzare il tono di voce, il linguaggio del corpo, la fluidità del discorso.
Un altro trucco è respirare. Sembra banale, ma pochi respiri profondi prima di entrare nella stanza possono fare miracoli per calmare i nervi. E ricordatevi che la commissione non è lì per mettervi in difficoltà, ma per valutare la vostra preparazione e la vostra idoneità alla professione.
Vogliono vedere un futuro collega, non un nemico. Siate voi stessi, ma la versione più preparata e professionale di voi stessi.
Interazione, Argomentazione e Deontologia Professionale
Durante l’orale, non è sufficiente elencare nozioni. La commissione vuole vedere la vostra capacità di argomentare, di collegare i concetti, di rispondere in modo critico e propositivo.
Se vi fanno una domanda su una legge, non limitatevi a recitarla; spiegate il suo contesto, la sua importanza, le sue implicazioni pratiche. E non abbiate paura di dire “Non ricordo esattamente questo particolare, ma posso dirle che…” e poi riformulare la risposta su qualcosa di correlato che conoscete bene.
È meglio essere onesti e dimostrare una conoscenza generale, piuttosto che inventare o balbettare. Un aspetto fondamentale che verrà valutato è la deontologia professionale.
Ogni vostra risposta, ogni vostro ragionamento, deve essere permeato dai principi etici del servizio sociale. Sarà la vostra bussola morale. Parlate della riservatezza, dell’autodeterminazione, della promozione del benessere.
Mostrate la vostra passione per la professione, il vostro desiderio di fare la differenza. Questo, vi assicuro, lascerà un’impressione duratura e positiva.
Non Sottovalutare l’Aspetto Psicologico: Gestire Stress e Ansia
Prendersi Cura di Sé: Alimentazione, Sonno e Attività Fisica
Cari futuri colleghi, in questo percorso intenso, la tentazione è quella di sacrificare tutto sull’altare dello studio. Ma vi garantisco che è un errore che si paga caro.
Il benessere fisico e mentale è la vostra risorsa più preziosa. Ricordo periodi in cui mi sentivo sopraffatta, stanca, e la qualità del mio studio ne risentiva drasticamente.
È stato allora che ho capito l’importanza di un’alimentazione equilibrata: niente diete drastiche, ma pasti regolari e nutrienti per dare energia al cervello.
E il sonno? Sacrosanto! Otto ore a notte non sono un lusso, ma una necessità per consolidare ciò che si è imparato e per affrontare la giornata successiva con lucidità.
Anche una breve passeggiata all’aria aperta, una corsa leggera o qualche esercizio di stretching possono fare miracoli per scaricare la tensione e ricaricare le batterie.
Non siate eroi che dormono tre ore a notte; siate strateghi che ottimizzano le proprie energie.
Tecniche di Rilassamento e Mindfulness per la Concentrazione
L’ansia può essere un mostro subdolo, che si insinua nei momenti meno opportuni, offuscando la mente proprio quando serve più chiarezza. Io ho trovato un grande aiuto nelle tecniche di rilassamento e mindfulness.
Non parlo di chissà quali pratiche complesse, ma di semplici esercizi di respirazione profonda, di pochi minuti di meditazione guidata o anche solo di focalizzarsi sul qui e ora per qualche istante.
Quando sentivo la mente affollarsi di pensieri negativi o di dubbi sulla mia preparazione, mi prendevo cinque minuti per chiudere gli occhi, concentrarmi sul respiro e riportare la mia attenzione al presente.
Questo mi aiutava a “resettare” e a riprendere lo studio con una mente più serena. Non sottovalutate il potere di questi piccoli gesti; non solo migliorano la concentrazione, ma vi aiutano a costruire una resilienza emotiva che sarà preziosa non solo per l’esame, ma per tutta la vostra carriera professionale, dove la gestione dello stress è all’ordine del giorno.
Sfruttare Risorse Aggiuntive e Costruire una Rete di Supporto
Forum, Gruppi di Studio Online e Webinar Specifici
Nell’era digitale, non siamo mai soli! Una delle risorse più preziose che ho scoperto sono i gruppi di studio online e i forum dedicati all’Esame di Stato.
Lì ho trovato non solo compagni di sventura (nel senso buono!), ma anche una miniera di consigli, materiali condivisi e la possibilità di confrontarmi su dubbi e perplessità.
Non abbiate timore di chiedere, di condividere le vostre incertezze. Spesso, la soluzione a un nostro problema è già stata affrontata da qualcun altro.
E i webinar? Negli ultimi anni sono diventati uno strumento potentissimo. Molte associazioni professionali o enti di formazione organizzano sessioni di approfondimento su temi specifici, o addirittura simulazioni d’esame.
Partecipare a questi eventi non solo vi offre contenuti aggiornati, ma vi permette anche di sentire diverse prospettive e di fare domande a esperti. È come avere un tutor personale, ma spesso a costo zero o con un investimento minimo.
Ricordo un webinar specifico sulla progettazione sociale che mi ha aperto un mondo, dandomi spunti che poi ho riutilizzato con successo nel mio elaborato.
L’Importanza del Confronto con Professionisti Esperti
Se avete la fortuna di conoscere assistenti sociali che hanno già superato l’esame, non esitate a chiedere loro consigli. Le loro esperienze, i loro “trucchi del mestiere”, possono essere inestimabili.
Magari possono darvi una dritta su quale manuale è più aggiornato, o su come affrontare un certo tipo di domanda. E non solo per l’esame: parlare con loro vi darà anche uno sguardo più autentico sul mondo del lavoro che vi aspetta, aiutandovi a mantenere alta la motivazione.
Ricordo di aver fatto un colloquio informale con un’assistente sociale che ammiravo molto; mi ha dato consigli pratici sulla gestione del tempo e, soprattutto, mi ha trasmesso una calma e una fiducia che mi sono state d’aiuto per settimane.
A volte, basta una parola di incoraggiamento dalla persona giusta per sentirsi meno soli e più fiduciosi nelle proprie capacità. Non abbiate paura di tessere la vostra rete; nel servizio sociale, le connessioni umane sono tutto.
| Caratteristica | Esame di Stato Sezione A (Specialista) | Esame di Stato Sezione B (Assistente Sociale) |
|---|---|---|
| Requisito di accesso | Laurea Magistrale in Servizio Sociale (LM-87) o equipollenti | Laurea Triennale in Servizio Sociale (L-39) o equipollenti |
| Focus principale | Progettazione, programmazione, ricerca, direzione, coordinamento di servizi e politiche sociali complesse. Conoscenze teoriche e metodologiche avanzate. | Intervento operativo, gestione del caso, applicazione delle metodologie e tecniche professionali in contesti diretti. |
| Prove scritte | Più orientate all’analisi critica, alla progettazione strategica, all’elaborazione di studi di fattibilità o piani di intervento complessi. | Più orientate all’analisi di casi pratici e alla stesura di progetti di intervento operativo. |
| Prova orale | Approfondimento dei temi delle prove scritte, discussione critica di teorie e modelli, capacità di argomentazione su politiche sociali. | Verifica delle conoscenze di base, applicazione della deontologia, discussione su esperienze di tirocinio e casi pratici. |
| Obiettivo professionale | Ruoli di maggiore responsabilità, coordinamento, direzione, consulenza, ricerca. | Esercizio della professione in contesti operativi (servizi sociali, enti locali, terzo settore). |
In conclusione
Cari futuri colleghi, affrontare l’Esame di Stato per Assistente Sociale è un viaggio impegnativo, ma straordinariamente gratificante. Spero che questi consigli, nati dalla mia esperienza e da quella di tanti amici che hanno percorso questa strada, vi siano d’aiuto per navigare con più serenità. Ricordate, non siete mai soli in questa avventura e ogni passo, ogni sforzo, vi avvicina a realizzare il vostro sogno di fare la differenza nella vita delle persone. Con dedizione, una buona strategia e un pizzico di fiducia in voi stessi, il successo è davvero a portata di mano. Un grande in bocca al lupo a tutti voi, ci vediamo presto tra i colleghi!
Consigli Extra che Fanno la Differenza
1. Non trascurare le simulazioni: Prova a svolgere le tracce degli anni precedenti cronometrandoti, in condizioni quanto più simili a quelle d’esame. Ti aiuterà immensamente a gestire il tempo e a familiarizzare con la pressione del momento. È la palestra perfetta per il grande giorno!
2. Cerca un gruppo di studio: Confrontarsi con altri aspiranti assistenti sociali è fondamentale. Potrete scambiarvi appunti, chiarire dubbi che magari da soli non avreste notato e sostenervi a vicenda nei momenti di sconforto. Insieme si è più forti e motivati!
3. Aggiornati costantemente: La normativa sociale è un campo in continuo mutamento. Abituati a consultare fonti affidabili, come la Gazzetta Ufficiale o i siti delle associazioni professionali, per essere sempre al passo con le ultime novità legislative. Un professionista non smette mai di imparare.
4. Prenditi delle pause rigeneranti: Il riposo è parte integrante dello studio, non un lusso. Permetti alla tua mente di elaborare le informazioni e ricaricarti. Una mente fresca e riposata apprende e memorizza molto meglio. Ascolta il tuo corpo!
5. Visualizza il tuo successo: Dedica qualche minuto ogni giorno a immaginare te stesso mentre superi l’esame e ricevi i risultati positivi. La motivazione e la fiducia in te stesso sono potenti alleati che possono davvero fare la differenza nella tua preparazione.
L’Essenziale in Breve
Per superare l’Esame di Stato con successo, è fondamentale avere una comprensione chiara della struttura e delle specificità delle prove (Sezione A o B), elaborare un piano di studio personalizzato e sostenibile che includa ripassi attivi. È inoltre cruciale padroneggiare la complessa legislazione sociale italiana, affinare le abilità di scrittura e comunicazione per affrontare al meglio le prove scritte e orali, e non sottovalutare l’aspetto psicologico, gestendo proattivamente stress e ansia. Infine, sfruttare ogni risorsa aggiuntiva disponibile e costruire una solida rete di supporto con colleghi e professionisti può fare la differenza nel percorso.
Domande Frequenti (FAQ) 📖
D: Quali sono le differenze cruciali tra l’Esame di Stato per Assistente Sociale (Sezione B) e per Assistente Sociale Specialista (Sezione A), e come posso orientare la mia preparazione in base a esse?
R: Questa è una domanda d’oro, perché capire le sfumature tra le due sezioni è il primo passo per una preparazione mirata! Parliamo chiaro: l’Albo B è per chi ha una laurea triennale (L-39 Servizio Sociale) e aspira al titolo di “Assistente Sociale”, mentre l’Albo A richiede una laurea magistrale (LM-87 Servizio Sociale e Politiche Sociali) per diventare “Assistente Sociale Specialista”.
La differenza non è solo nel titolo di studio, ma proprio nel ruolo professionale e nelle competenze che l’esame mira a verificare. Per la Sezione B, l’attenzione è più focalizzata sulle competenze operative, metodologiche e sulla deontologia, quelle che ti permettono di lavorare a diretto contatto con individui, famiglie e comunità in situazioni di disagio.
Ricordo bene la mia ansia per la prova pratica, dove ti chiedono di formulare un’ipotesi di intervento su un caso specifico: lì devi dimostrare di saper applicare i principi del servizio sociale alla realtà concreta.
Per la Sezione A, invece, si va un gradino più su, verso la progettazione, il coordinamento, la valutazione dei servizi sociali e delle politiche. Qui le prove tendono a essere più complesse e mirano a capire se sei in grado di analizzare, programmare e gestire interventi a un livello più strategico, quasi come un “direttore d’orchestra” del welfare.
Per esempio, una prova scritta potrebbe chiederti di analizzare e valutare un caso di programmazione o gestione di servizi sociali, o di formulare un progetto per obiettivi strategici.
Io, quando ho preparato la Sezione A, ho sentito il peso di dover dimostrare una visione più ampia e sistemica, andando oltre il singolo caso per abbracciare l’intero sistema.
Quindi, il mio consiglio spassionato è questo: se punti alla Sezione B, immergiti nei fondamenti, nella metodologia del servizio sociale e nella legislazione più direttamente applicabile all’intervento individuale e di comunità.
Se il tuo obiettivo è la Sezione A, oltre a una solida base, devi sviluppare una mentalità orientata alla ricerca, alla pianificazione e alla valutazione, con un focus sulle politiche sociali e sull’organizzazione dei servizi.
Entrambe le sezioni richiedono una conoscenza impeccabile del Codice Deontologico e della Legge 328/2000, che sono il nostro pane quotidiano!
D: Quali sono gli argomenti e le normative più importanti da studiare per le prove scritte e orali dell’Esame di Stato di Assistente Sociale nel 2025?
R: Ah, la classica domanda da “cosa cade all’esame”! Capisco benissimo l’esigenza di focalizzare lo studio, e per esperienza vi dico che ci sono dei pilastri irremovibili.
Per il 2025, le basi restano le stesse, ma l’aggiornamento costante è fondamentale, dato che il mondo del sociale è in continua evoluzione. Indipendentemente dalla sezione (A o B), devi padroneggiare il D.P.R.
328/2001 che definisce le nostre competenze e le prove d’esame. E non dimentichiamo la Legge 84/1993, che ha istituito la professione e l’Albo. Ma soprattutto, il nostro faro è il Codice Deontologico dell’Assistente Sociale, di cui ogni parola deve risuonarvi chiara e forte.
Non è solo da imparare a memoria, ma da interiorizzare, perché è la nostra bussola etica in ogni situazione. Per la Sezione B, concentratevi sui principi e fondamenti del servizio sociale, le metodologie e tecniche professionali (pensate al colloquio, al lavoro di rete, alla progettazione individualizzata), e gli aspetti etici e deontologici della professione.
Dovrete anche conoscere i principi di politica sociale e i metodi di organizzazione dei servizi sociali, con particolare attenzione alla Legge 328/2000 sul sistema integrato di interventi e servizi sociali.
Imparate a “leggere” i Piani di Zona del vostro territorio, vi aiuterà tantissimo nella prova pratica. Se invece vi state preparando per la Sezione A, dovete approfondire la teoria e i metodi di pianificazione, organizzazione e gestione dei servizi sociali, le metodologie di ricerca sociale e di valutazione delle politiche.
Pensate in grande: come si valuta un intervento complesso? Come si progetta un servizio che risponda ai bisogni di una comunità intera?. La capacità di fare un’analisi valutativa di un caso di programmazione e gestione è cruciale.
Un suggerimento che mi sento di darvi, basato su quanto ho visto e vissuto, è di non limitarvi ai manuali. Sì, sono utilissimi per avere una panoramica, ma cercate di leggere le ultime pubblicazioni scientifiche, gli articoli delle riviste di settore e i documenti ufficiali del CNOAS e dei CROAS.
Spesso le commissioni apprezzano chi dimostra di essere aggiornato e di avere una visione critica, non solo mnemonica.
D: Al di là della conoscenza teorica, quali strategie pratiche o “trucchi del mestiere” ti hanno aiutato personalmente a superare l’Esame di Stato?
R: Eccoci al cuore della questione! Perché la teoria è fondamentale, certo, ma l’esame è anche una prova di nervi e di strategia. La mia esperienza mi ha insegnato che ci sono alcuni “trucchi del mestiere” che possono davvero fare la differenza.
Primo tra tutti: la simulazione, simulazione e ancora simulazione! Non mi stancherò mai di dirlo. Prendete le tracce degli anni passati (spesso si trovano sui siti delle università o sui portali dedicati) e provate a svolgerle sotto pressione, cronometrando il tempo.
Questo vi aiuterà a gestire l’ansia, a strutturare il pensiero e a capire quanto tempo avete per ogni sezione della risposta. Ricordo le mie prime simulazioni, ero lentissima e andavo sempre fuori tema!
Ma praticando, ho affinato la mia capacità di sintesi e di organizzazione. Un altro consiglio che vi do è quello di creare un vostro “bignami” personalizzato di leggi e concetti chiave.
Io mi ero fatta delle schede riassuntive, con i punti salienti del D.P.R. 328/2001, della 328/2000, del Codice Deontologico e delle leggi regionali più importanti per l’area in cui intendevo lavorare.
Non è copiare, è rielaborare e rendere i concetti vostri, in un formato che vi sia utile per il ripasso veloce. E, a proposito di leggi, ricordate che, salvo diverse indicazioni specifiche della commissione, spesso potete portare con voi testi normativi non commentati.
Controllate sempre il bando dell’università dove sosterrete l’esame! Per la prova orale, il mio “segreto” è stato imparare a strutturare la risposta come se stessi presentando un caso a un collega esperto.
Non basta sapere la risposta, bisogna saperla esporre con chiarezza, logica e, credetemi, con un pizzico di passione! Preparatevi a discutere il vostro tirocinio: è un terreno fertile per dimostrare le vostre competenze e la vostra capacità di riflessione critica.
E non abbiate paura di dire “non so” se non conoscete una specifica sfumatura, ma provate sempre a ricondurre la domanda a un principio più generale che conoscete.
Dimostrare umiltà e capacità di ragionamento è meglio che improvvisare in modo maldestro. Infine, e questo ve lo dico col cuore in mano: prendetevi cura di voi stessi.
Notti insonni, stress, ansia… tutto questo può annullare mesi di studio. Io ho imparato a forza a ritagliarmi momenti per staccare, anche solo una passeggiata, un caffè con un amico, perché una mente riposata e serena è una mente che performa meglio.
Fidatevi del vostro percorso, della vostra motivazione. Siete qui perché ci credete, e questo è già metà dell’opera!






